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LINEE DI RICERCA
Le tematiche di ricerca che ho affrontato in questi anni
sono tutte riconducibili alla sempre più ampia ed attuale sfera della
BIOFISICA.
Il primo oggetto biologico che ho studiato è il
ribosoma,
meravigliosa macchina biologica a cui mi sono avvicinata tramite uno
studio
strutturale
effettuato tramite 3 diverse tecniche: spettroscopia dielettrica,
spettroscopia di fluorescenza e light scattering. In questo primo lavoro,
con cui mi sono laureata in Fisica, i miei maestri sono stati il Prof.
Adalberto Bonincontro e Gianfranco Risuleo.
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Il secondo oggetto biologico a cui mi sono avvicinata è
stata una proteina, in particolare la β-lattoglobulina del latte bovino. La β-lattoglobulina
è una proteina modello, vale a dire che le sue coordinate cristallografiche
sono note, ossia è nota la posizione di ogni atomo che la costituisce:
possiamo dire di conoscerla bene, insomma! Sebbene la struttura della
β-lattoglobulina sia nota, non è ancora certo l’effettivo ruolo della
proteina in vivo. Usando un approccio fisico ho studiato il
comportamento della β-lattoglobulina sottoposta a dei drastici cambiamenti
dell’ambiente: ho variato temperatura,
pressione
e composizione del solvente in cui veniva disciolta. Ogni parametro
(temperatura, pressione, forza ionica, caratteristiche dielettriche del
solvente…) influisce sulle interazioni proteina-proteina in soluzione e
quindi diviene esso stesso un mezzo per capire i meccanismi tramite i quali
le proteine in ambienti simili a quello in vivo interagiscono e,
spesso, aggregano. Lo studio delle interazioni fra proteine può essere
considerato appartenente alla ricerca di base, ma poiché molte malattie
neuro-degenerative (Parkinson, Alzheimer, il morbo di Creutzfeldt-Jakob, etc.)
sono causate da un particolare tipo di aggregazioni proteiche, l’interesse
del mio studio si sta aprendo ad una valenza interdisciplinare. Il lavoro
sulla β-lattoglobulina è stato svolto (e continua ancora…) durante gli anni
di dottorato, sotto la guida del Prof. Paolo Mariani e del Prof. Giuseppe
Onori e con l’importante aiuto di Francesco Spinozzi, prevalentemente con
la tecnica di diffusione di raggi X o neutroni a piccolo angolo.

Attualmente i miei interessi scientifici si rivolgono
fondamentalmente in 3 direzioni diverse:
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Continuo ad
interessarmi alle interazioni fra proteine. Avendo approfondito la
tecnica di diffusione a piccoli angoli e la sua utilità per lo studio
delle interazioni fra proteine in soluzione, ho iniziato una serie di
esperimenti con diverse proteine: utilizzo ancora proteine modello, ma
anche altre il cui interesse è nel processo di fibrillazione indotto da
diversi fattori. Il mio perseguire in questa ricerca è assolutamente
associabile alla famosa barzelletta della chiave e dell’ubriaco.
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Collaboro allo
sviluppo di modelli che possano caratterizzare l’interfaccia
proteina-solvente tramite esperimenti di diffusione a piccolo angolo. In
particolare stiamo investigando la situazione in presenza di cosolventi
denaturanti o stabilizzanti per la proteina.
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Caratterizzo la
struttura di materiali innovativi. In particolare tramite la tecnica
GISAXS abbiamo investigato superfici di vetro e di silicio su cui sono
state depositate proteine di organismi estremofili. Con tecniche più
standard (SEM, XRD, microtomografia, etc.) stiamo caratterizzando
compositi di Nichel-Titanio adatti ad utilizzo medicale.

Sopra potrete trovare del materiale
rappresentativo della mia ricerca, selezionato per incuriosirvi, spero, e
magari per la vostra utilità.
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Divulgazione
Penso che
nell’immaginario collettivo lo scienziato sia una persona che vive fra le
nuvole, che si occupa di conti astrusi e/o si applica ad esperimenti assai
poco comprensibili.
Per me lo scienziato è
una persona come un’altra, con una spiccata fantasia che costringe ad
arginarsi in leggi (fisiche). I risultati del suo lavoro dovrebbero essere
comunicabili a tutti.
Presentazione agli
studenti di un liceo classico
Per domande e/o
suggerimenti circa le varie presentazioni, scrivete a
ortore@alisf1.univpm.it
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